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La nostra storia
Cesòn di San Pietro in Valle
Il Cesòn (Chiesone in italiano) è il nome con cui è conosciuta la chiesa di San Pietro in Monastero che sorge nei pressi di San Pietro in Valle, frazione di Gazzo Veronese, sulle rive del Tione.
La chiesa, che faceva parte dei domini della Abbazia di San Zeno di Verona, ha avuto una storia gemella con quella di Santa Maria Maggiore che fece parte dei domini dell'abazia di Santa Maria in Organo di Verona, anch'essa frutto di un lascito da parte dei Longobardi.
Le origini :L'insieme della chiesa è stato costruito in tre fasi, le prime due interessano la torre e la terza la chiesa stessa. L'attuale struttura è sorta su una cappella precedente.
La cappella era il luogo di culto della corte regia Aspo che era una delle corti in cui era suddiviso il territorio longobardo nel veronese. La data di fondazione è ignota, come è ignoto l'utilizzo della torre precedente.
L'accostamento fra la torre e la chiesa ne fa un pezzo architettonico unico nel basso veronese. Fu data come lascito dai longobardi alla Abazia di San Zeno di Verona che ne ebbe cura e sfruttò le campagne intorno per alcune centinaia di anni.
In contrasto col nome, il Ceson è una piccola chiesetta. La struttura della chiesa riporta all'anno mille. È molto particolare l'utilizzo di mattoni e di marmi di recupero dalle molte ville romane presenti sul territorio. L'utilizzo dei marmi, quasi sempre usati come elemento decorativo, ne fa un insieme degno di studio. La pianta della chiesa è a croce latina con le volte a botte che sovrastano le braccia del transetto e con un pavimento in marmo greco policromo.
All'esterno vi sono come decorazioni marmi romani recuperati dalle ville della zona. Il più importante è situato nella parte inferiore dello stipite sinistro dell'unica porta.
È una stele funeraria in marmo rosso di Verona. A questa stele è collegata una leggenda, nella parte superiore vi è un volto molto deteriorato dal tempo con due profonde fenditure a fianco del volto stesso. La leggenda, comune a molti luoghi di culto, narra che il diavolo sferrò una terribile unghiata per far crollare la chiesa. Fu naturalmente vinto e cacciato.
Sulla torre non vi sono tracce scritte della sua presenza precedentemente alla chiesa. Due sono le ipotesi più sostenute, la prima è che servisse come difesa del territorio come torre di avvistamento, la seconda, che non esclude la prima, che fosse una torre lanternaria. Sulla torre è stata costruita una sopraelevazione che funge da campanile.
Sagra del ceson
La Sagra del Ceson ha antiche origini e festeggia la Madonna dell'Assunta. La sagra si realizza nei pressi della Chiesa Benedettina "Ceson" dove ogni 15 Agosto si celebra la S. Messa e la Processione dell'Assunta.
La Chiesa è un'incantevole scorcio di storia e leggende immerse nella campagna.
La sagra si svolge a pochi passi dalla Chiesa e durante le serate è possibile gustare le specialità gastronomiche della cucina locale ed intrattenersi con spettacoli gratuiti.
La Leggenda
Presso la chiesa di S. Pietro in Monastero, nota come il "Cesòn" o chiesone di San Pietro in Valle, presso Gazzo Veronese (Verona), sulle sponde del corso d'acqua del Tartaro, dove un tempo si estendeva una insalubre palude, si udirebbero tristi rintocchi di campane fantasma.
Tali suoni fantasma, a detta delle locali leggende, si udirebbero fin dai tempi dell'Impero Romano.
Infatti la chiesa suddetta sarebbe stata costruita sullo stesso luogo dove un tempo sorgeva la colonia romana di Gazza o di Carpania. Qui si idolatrava il dio Appo, raffigurato come un'onda incatenata che commemorava il lavoro che era stato fatto nell'atto di erigere delle maestose ed imponenti mura con cento torri che proteggevano la località dalla minaccia delle gonfie acque del fiume e della palude. Ebbene, i tristi suoni che sembra si perpetuino a precisi periodi, avrebbe annunciato la distruzione dell'antica cittadina di Carpania invasa dalle acque e non più protetta dal simulacro del dio Appo, rubata dal principe locale, e la tradizione, tramandata oralmente, vuole che dove sorge il Cesòn, nella notte di Pentecoste, chi si avventura in barca nella palude li possa ancora ascoltare. Attualmente la campana viene suonata soltanto nel giorno della "sagra del Cesòn", a ferragosto.
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